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FLAG è l’acronimo di Ferdinando, Laura, Alice e Gaia, i nomi dei componenti della nostra famiglia.

Lo abbiamo scelto per dare un nome alle nostre attività perché sono nate come scelta di vita. Porta con sé il valore di un sogno e la nostra quotidiana volontà di realizzarlo.

Mi chiamo Laura Piani

Sono laureata in Scienze dell’Informazione e ho un Master in Informatica Medica. Per quindici anni ho lavorato per una società che gestisce sistemi informatici di supporto alla sanità.

La mia persona è sempre stata caratterizzata dall’impegno politico e sociale ma anche dalla creatività che, da quando ho scoperto il mondo della ceramica, è diventata parte sempre più importante della mia vita.

Alla soglia dei quarant’anni abbiamo deciso, come famiglia, di inseguire un sogno nel cassetto e di attuare una scelta decisiva per avere tempi e ritmi di vita più sostenibili.

Mi sono licenziata da un ‘posto sicuro’ e ho cominciato a coltivare l’idea di portare la ceramica nella quotidianità delle persone con dei piccoli manufatti: i bottoni.

Per un periodo questa avventura è stata condivisa con un’amica. Dove pensiamo di non poter mai arrivare da soli, camminare in buona compagnia può fare la differenza. Per entrambe uno dei giochi preferiti da bambine era quello di mettere le mani nella scatola di latta dei bottoni della nonna.

I bottoni mi hanno sempre affascinato. Hanno attraversato tutta la storia dell’umanità ma fanno parte anche della storia di ciascuno di noi.
Realizzarli in ceramica vuol dire creare un oggetto unico che porta in sé la nostra impronta e che si arricchisce della storia della Madre Terra grazie all’argilla di cui sono plasmati.

Stili e scelte di vita personali non potevano non fare parte del mio lavoro di artigiana.

Cerco di curare il ciclo di lavorazione in ogni suo passaggio, di prestare attenzione all’utilizzo di materiali apiombici e atossici e di far sì che la produzione sia ‘a ciclo chiuso’ senza la produzione di scarti.

Nella ricerca di materiali di supporto al confezionamento o alla realizzazione di alcune creazioni, invece, cerco di collaborare con altre realtà artigianali, cooperative sociali o di utilizzare materiali derivanti da progetti avviati nell’ambito del commercio equo.

Parte del mio lavoro è destinato a sostenere iniziative e progetti in cui credo, trasformando nelle modalità l’impegno sociale che per tanti anni ho vissuto attivamente.

Il logo che rappresenta il senso del nostro lavoro è un bottone che si forma attraverso una spirale che non si chiude su sé stessa ma continua idealmente verso l’infinito.

La spirale si ritrova nella via lattea, nella terra, negli animali. Quella che va a formare il nostro logo si rifà al ‘churo cosmico’, simbolo della tradizione ancestrale di un popolo indigeno del Sud della Colombia. Indica un universo ordinato in cui tutte le cose sono interdipendenti tra loro. Simboleggia la relazione e la connessione dell’esistenza con l’infinito, in quanto dall’origine si va all’infinito e viceversa.

Formazione

Nel mio curriculum sono entrati a far parte workshop e corsi con diversi ceramisti italiani e stranieri. Non avendo un passato di studi artistici ho cercato di approfondire le mie conoscenze e di impegnarmi in un percorso di formazione attraverso le molteplici possibilità date dalla ceramica.
Dopo i primi corsi con Elena Borgna e Rosanna Cautero, ho frequentato diversi workshop con i Maestri: Giovanni Cimatti,

Giancarlo Scapin, Terry Davies, Robert Cooper, Luca Tripaldi, Martha Pachon Rodriguez e Riccardo Biavati.
Il sogno nel cassetto è diventato realtà. E’ diventato una realtà imprenditoriale artigiana insegnandomi che dobbiamo essere capaci di sognare e di osare per un futuro differente e realmente possibile.

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